Dove si è concentrato il capitale nel 2025
Il 2025 ha confermato che il mercato degli investimenti immobiliari in Italia non è per tutti: occorre selezione, visione e attenzione ai fondamentali. Con volumi complessivi stimati intorno ai 12,4 miliardi di euro, il settore ha dimostrato resilienza e capacità di attrarre capitali, pur in uno scenario caratterizzato da una forte concentrazione delle operazioni.
I dati del Centro Studi Gruppo IPI mostrano un mercato sempre più maturo, orientato verso asset di qualità, portafogli strutturati e progetti di rigenerazione urbana, dove la disciplina degli investitori è fondamentale.
Il 2025 si mantiene in linea con le medie storiche di medio-lungo periodo, ma il mercato è stato sostenuto da un numero limitato di transazioni di grande dimensione, in particolare nel quarto trimestre. Il Q4 2025 emerge come momento di maggiore intensità, segnando una ripresa significativa dopo una fase di maggiore prudenza.
Gli investitori privilegiano dimensione, liquidità e visibilità dei flussi di cassa, più che strategie opportunistiche, confermando un approccio disciplinato.
Con circa 3,45 miliardi di euro investiti, il Retail si conferma la prima asset class. Gli investimenti sono concentrati su asset prime, con quote significative per:
centri commerciali (36%),
outlet (22%),
high street (21%).
L’interesse per gli asset secondari resta marginale. Torna con forza il segmento delle operazioni superiori ai 400 milioni di euro, incluse transazioni strutturate come share deal nella grande distribuzione organizzata, a indicare fiducia verso format difensivi e tenant solidi.
La Logistica continua a rappresentare uno dei pilastri degli investimenti immobiliari, con fondamentali robusti e domanda istituzionale su asset core e last-mile. I rendimenti netti prime mostrano una compressione rispetto al 2023, restando però interessanti in un contesto più disciplinato e attento agli standard ESG.
L’Hospitality, con circa 2,1 miliardi di euro investiti, beneficia del consolidamento dei flussi turistici e dell’interesse del capitale internazionale, soprattutto in hotel 4 e 5 stelle. Qui si alternano operazioni core e strategie value-add, legate a riqualificazione e riposizionamento.
Il comparto Uffici mostra segnali di stabilizzazione, con investimenti su immobili core, ben locati a Milano e Roma, e crescente attenzione per operazioni di cambio di destinazione d’uso. La domanda per asset secondari non riqualificabili resta debole.
Il settore Living, pur con volumi ancora contenuti, viene riconosciuto come strategico nel medio-lungo periodo, con progetti di student housing, Build-to-Sell (BTS) e rigenerazione urbana, coerenti con l’evoluzione della domanda abitativa.
Il mercato mostra una chiara polarizzazione geografica, con il Nord Italia e la Lombardia al centro delle operazioni. Roma mantiene un ruolo rilevante in uffici, hospitality e riconversioni, mentre Sud e Isole sono più presenti in retail e alberghiero.
Il capitale internazionale rappresenta circa il 60% dei volumi, con investitori statunitensi ed europei molto attivi. Il capitale domestico resta concentrato su operazioni di taglio medio e strategie value-add.
Il 2025 si conferma un anno di consolidamento e selezione. La capacità di attrarre investimenti dipende sempre più dalla qualità degli asset, dalla solidità dei fondamentali e dall’integrazione con progetti di trasformazione urbana.
Per investitori e professionisti, diventa fondamentale il supporto di consulenti esperti in fiscalità e gestione immobiliare, capaci di orientare le decisioni verso operazioni efficaci e sostenibili.
Fonte: idealista.it
Provvista esclusa da Irpef, proventi sempre imponibili
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