Tutte le novità chiarite dall’Agenzia delle Entrate
Nel corso dell’audizione del 14 aprile presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sulle novità introdotte dal Decreto Fiscale 38/2026 e dal Decreto Carburanti-bis 42/2026.
Si tratta di interventi mirati a sostenere le imprese più esposte alla crisi energetica e a correggere alcune criticità emerse con la precedente Manovra, con impatti concreti su diversi ambiti fiscali.
Uno dei temi più rilevanti riguarda l’IVA sulle permute, per cui viene confermato che il nuovo regime si applica esclusivamente ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026.
Questa precisazione introduce una vera e propria clausola di salvaguardia, evitando effetti retroattivi su operazioni già definite secondo la normativa precedente.
Per imprese e professionisti diventa quindi essenziale individuare correttamente il momento contrattuale per determinare la base imponibile.
Sul fronte del regime degli impatriati, viene chiarito il divieto di cumulo con il regime dei neo-residenti, applicabile ai soggetti che trasferiranno la residenza fiscale in Italia a partire dal 2027.
Novità anche per la gestione dell’avviamento negativo nelle operazioni di cessione d’azienda: per i soggetti IAS adopter, la componente negativa viene distribuita su cinque esercizi, riducendo l’impatto fiscale immediato su reddito e IRAP.
Inoltre, è prevista un’esenzione temporanea dall’imposta sostitutiva sugli interessi obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti, valida fino al 31 dicembre 2028.
Importanti cambiamenti riguardano la PEX (Participation Exemption) e la tassazione dei dividendi.
Dal 1° gennaio 2026 viene ripristinato il regime previgente, con eliminazione dei requisiti dimensionali introdotti dalla legge di bilancio.
Per le società, ciò significa il ritorno all’esclusione dal reddito del 95% degli utili percepiti da soggetti IRES, semplificando la gestione fiscale delle partecipazioni e rendendo nuovamente più prevedibile il trattamento dei dividendi.
Sul fronte degli investimenti, il piano Transizione 5.0 viene rafforzato.
Per il 2026, il contributo può arrivare fino all’89,77% del credito richiesto per le pratiche già validate dal GSE, dopo le criticità emerse nei mesi precedenti.
Inoltre, vengono incentivati gli investimenti in:
Un segnale chiaro di rilancio degli investimenti in sostenibilità ed efficienza energetica.
Il pacchetto introduce anche modifiche all’iperammortamento 2026, eliminando il vincolo di provenienza UE o SEE per i beni agevolabili.
Questa apertura favorisce le imprese che acquistano tecnologie anche da mercati extraeuropei.
Parallelamente, viene riconosciuto un credito d’imposta fino al 20% per le imprese agricole sulle spese per carburanti sostenute nel marzo 2026, utilizzabile in compensazione entro fine anno.
Infine, i decreti rafforzano i sostegni alle imprese colpite dall’aumento dei costi energetici e dalle tensioni geopolitiche internazionali, con particolare attenzione agli effetti economici legati all’area del Golfo Persico.
Si tratta di misure che mirano a garantire maggiore stabilità e continuità operativa in un contesto ancora incerto.
Le novità introdotte dai decreti fiscali 2026 delineano un quadro in evoluzione, caratterizzato da interventi correttivi e misure di sostegno mirate.
Per imprese e professionisti diventa fondamentale monitorare con attenzione:
Un’analisi puntuale consente infatti di cogliere le opportunità offerte e di evitare rischi interpretativi in fase applicativa.
Fonte: pmi.it