Meno strumenti e più risorse concentrate per la crescita
Il Governo ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che riorganizza il sistema degli incentivi alle imprese di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Si tratta del secondo decreto attuativo della legge delega n. 160/2023, che segue l’introduzione del nuovo Codice degli incentivi entrato in vigore dal 1° gennaio 2026.
L’obiettivo della riforma è semplificare il panorama delle agevolazioni pubbliche, riducendo il numero degli strumenti disponibili e concentrando le risorse in pochi fondi strategici, con particolare attenzione agli investimenti innovativi e alla competitività del sistema produttivo.
Negli ultimi anni il quadro delle agevolazioni per le imprese si è caratterizzato per una forte frammentazione normativa, con numerosi strumenti dedicati a specifiche finalità e settori.
Con il nuovo decreto il legislatore punta a creare un sistema più organico e facilmente accessibile, riducendo il numero delle misure gestite dal MIMIT e accorpandole all’interno di strumenti più ampi e strutturati.
L’intervento rappresenta inoltre uno degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e costituisce un ulteriore passo verso la modernizzazione delle politiche di sostegno alle imprese.
La riforma individua alcuni strumenti principali attorno ai quali verranno concentrate le politiche di incentivazione.
Tra questi assume un ruolo centrale il Fondo per la crescita sostenibile, destinato a raccogliere numerose agevolazioni precedentemente gestite attraverso strumenti autonomi.
Accanto ad esso continueranno a operare:
Il Fondo per la crescita sostenibile diventa il principale strumento di intervento della nuova architettura degli incentivi.
Al suo interno confluiranno risorse e programmi destinati a sostenere:
La logica della riforma è quella di passare da una molteplicità di misure separate a un sistema basato su bandi tematici e regole comuni, con l’obiettivo di rendere più chiaro il quadro delle opportunità disponibili.
Uno degli aspetti più significativi del decreto riguarda la soppressione di circa venti strumenti agevolativi.
Le relative risorse non vengono eliminate, ma trasferite principalmente al Fondo per la crescita sostenibile, che diventerà il contenitore di riferimento per gran parte degli interventi futuri.
La riduzione del numero di incentivi dovrebbe consentire una gestione più efficiente delle risorse pubbliche e una maggiore uniformità delle procedure di accesso.
Particolare attenzione è stata riservata alle pratiche già in corso.
Le domande di agevolazione presentate prima dell’entrata in vigore del decreto continueranno infatti a essere gestite secondo la normativa precedente fino alla conclusione dell’intero procedimento.
Questa disciplina transitoria garantisce continuità amministrativa e tutela le imprese che hanno già avviato percorsi di richiesta o ottenuto concessioni sulla base delle regole attualmente vigenti.
Il successo della riforma dipenderà in larga misura dalla qualità dei futuri decreti attuativi e dei bandi che saranno pubblicati nei prossimi mesi.
Per le microimprese e le PMI, spesso caratterizzate da risorse amministrative limitate, sarà fondamentale poter contare su procedure semplici, criteri chiari e informazioni facilmente reperibili.
La concentrazione degli incentivi potrà rappresentare un vantaggio concreto solo se le nuove misure saranno accompagnate da indicazioni precise sui beneficiari, sulle spese ammissibili e sulle modalità di presentazione delle domande.
I decreti attuativi relativi al Fondo per la crescita sostenibile dovranno essere emanati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della riforma.
Sarà in quella fase che imprese, professionisti e consulenti potranno valutare concretamente l’impatto del nuovo sistema e comprendere se l’obiettivo di semplificazione sarà effettivamente raggiunto.
Per le aziende sarà quindi importante monitorare l’evoluzione normativa e prepararsi a cogliere le opportunità che emergeranno dai nuovi bandi e programmi di sostegno.
Qual è l'obiettivo del riordino degli incentivi alle imprese?
L'obiettivo è semplificare il sistema delle agevolazioni, riducendo il numero degli strumenti e concentrando le risorse in fondi strategici.
Che cos'è il Fondo per la crescita sostenibile?
È il principale strumento della riforma e raccoglierà numerose misure dedicate a innovazione, investimenti, transizione digitale e sostenibilità.
Le agevolazioni esistenti vengono eliminate?
Molte misure vengono abrogate, ma le relative risorse vengono trasferite principalmente al Fondo per la crescita sostenibile.
Cosa accade alle domande già presentate?
Le pratiche avviate prima dell'entrata in vigore del decreto continueranno a seguire la normativa precedente fino alla loro conclusione.
Quando arriveranno le nuove regole operative?
I decreti attuativi dovranno essere emanati entro 180 giorni dall'entrata in vigore della riforma.
Argomenti trattati: riordino incentivi imprese, Fondo crescita sostenibile, agevolazioni MIMIT, Fondo di garanzia PMI, Fondo Nazionale Innovazione, Nuova Sabatini, incentivi imprese 2026, transizione digitale, transizione verde, domande di agevolazione, microimprese, PMI, decreti attuativi, semplificazione normativa, sostegno alle imprese.
Fonte: pmi.it
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