Ritorna il regime agevolato con imposta all'8 per cento
La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 35–41, L. n. 199/2025) riapre una finestra molto interessante per le società: torna il regime di assegnazione di beni ai soci con imposta sostitutiva ridotta e importanti agevolazioni accessorie.
Si tratta di un’opportunità di pianificazione fiscale particolarmente efficace per redistribuire patrimoni non strategici, con un carico tributario sensibilmente inferiore rispetto al regime ordinario.
L’operazione si realizza quando la società attribuisce ai soci beni in natura – anziché denaro – a titolo di distribuzione di utili o riserve.
Con la nuova disciplina, le assegnazioni (o cessioni) di beni non strumentali effettuate entro il 30 settembre 2026 possono beneficiare di una tassazione sostitutiva particolarmente favorevole.
Possono beneficiare della misura:
società in nome collettivo (Snc)
società in accomandita semplice (Sas)
società a responsabilità limitata (Srl)
società per azioni (Spa)
società in accomandita per azioni (Sapa)
Rientrano anche le società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione di beni non strumentali e che si trasformano in società semplici entro il 30 settembre 2026.
Tutti i soci devono risultare iscritti nel libro soci al 30 settembre 2025 (ove previsto) oppure essere iscritti entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, purché il titolo di trasferimento abbia data certa anteriore al 1° ottobre 2025.
Il regime si applica a:
beni immobili non strumentali (diversi da quelli utilizzati esclusivamente nell’attività d’impresa o professionale);
beni mobili iscritti in pubblici registri (es. autoveicoli) non strumentali.
Restano esclusi i beni direttamente impiegati nell’attività produttiva.
L’operazione è soggetta a imposta sostitutiva calcolata sulla differenza tra:
valore normale del bene (o valore al momento della trasformazione)
costo fiscalmente riconosciuto
8% aliquota ordinaria
10,5% per le società non operative in almeno due dei tre periodi d’imposta precedenti (art. 30 L. 724/1990)
L’imposta sostituisce Ires/Irpef e Irap.
Le riserve annullate per effetto dell’assegnazione sono soggette a imposta sostitutiva del 13% (medesima aliquota per le società trasformate in società semplici).
Per gli immobili è possibile determinare il valore normale con il metodo catastale, applicando i moltiplicatori dell’imposta di registro al valore catastale.
Questa opzione può ridurre significativamente la base imponibile.
In caso di cessione, se il corrispettivo è inferiore sia al valore normale sia a quello catastale, l’imposta si calcola comunque su uno dei due valori superiori.
Ulteriore vantaggio del regime:
imposta di registro ridotta del 50%
imposte ipotecaria e catastale in misura fissa
Un beneficio non trascurabile, soprattutto nelle assegnazioni immobiliari.
L’imposta sostitutiva può essere versata in due tranche:
60% entro il 30 settembre 2026
40% entro il 30 novembre 2026
La rateizzazione migliora la gestione finanziaria dell’operazione.
La disciplina prevede importanti chiarimenti:
non si applicano le regole di presunzione di distribuzione prioritaria degli utili (art. 47 Tuir);
il costo fiscale delle quote dei soci delle società trasformate aumenta della differenza assoggettata a imposta sostitutiva;
il valore normale dei beni ricevuti (al netto dei debiti accollati) riduce il costo fiscale delle partecipazioni.
Il meccanismo garantisce equilibrio e neutralità complessiva dell’operazione.
La Legge di Bilancio 2026 estende il beneficio anche alle imprese individuali.
È possibile effettuare l’estromissione dei beni immobili strumentali posseduti al 30 settembre 2025 tra il 1° gennaio 2026 e il 31 maggio 2026.
Imposta sostitutiva: 8%
1ª rata entro 30 novembre 2026
2ª rata entro 30 giugno 2027
Effetti fiscali dal 1° gennaio 2026
30 settembre 2026 → assegnazione/cessione beni o trasformazione in società semplice
31 maggio 2026 → opzione estromissione imprenditori individuali
Il mancato rispetto dei termini comporta la perdita del regime agevolato.
La riapertura del regime di assegnazione di beni ai soci rappresenta una leva strategica per:
riorganizzare patrimoni immobiliari
liquidare asset non strategici
pianificare passaggi generazionali
semplificare strutture societarie
Ogni operazione richiede tuttavia un’analisi preventiva, soprattutto in presenza di riserve in sospensione, società potenzialmente non operative o beni con elevata plusvalenza latente.
Lo Studio di Commercialisti Natella&Bruno è a disposizione per valutare la convenienza dell’operazione e pianificare correttamente tempi, modalità e impatti fiscali.
Fonte: fiscooggi.it