Un'impresa su quattro ricorre a più finanziamenti annuali
Il ricorso al Fondo di Garanzia PMI si sta trasformando sempre più in uno strumento utilizzato non per singole operazioni isolate, ma come leva per una gestione continua del credito alle imprese. Secondo l’Osservatorio NSA sulle PMI italiane, nel 2025 circa una PMI su quattro ha presentato più di una domanda di accesso alla garanzia pubblica nell’arco dello stesso anno.
L’analisi, basata su oltre 247.000 domande, evidenzia un volume complessivo di circa 46 miliardi di euro di finanziamenti e più di 31 miliardi di garanzie pubbliche. Il dato conferma il ruolo centrale del Fondo di Garanzia PMI nel sostegno all’accesso al credito bancario.
Nel dettaglio:
Questo evidenzia un utilizzo “multi-operazione” della garanzia, legato a fabbisogni finanziari distribuiti nel tempo e non concentrati in un’unica richiesta.
Un elemento particolarmente significativo riguarda la rapidità di riaccesso al credito: oltre il 93% delle imprese che presentano più domande torna a richiedere un nuovo finanziamento entro 12 mesi dalla prima operazione.
Il credito garantito diventa quindi una sequenza di interventi programmati, più che una risposta puntuale a esigenze isolate di liquidità o investimento.
Per dimensione aziendale:
Lo studio evidenzia una correlazione tra importo del finanziamento e frequenza delle nuove domande. Nei finanziamenti superiori a 500.000 euro, la quota di imprese che torna a richiedere credito sale al 66,8%.
Questo suggerisce che le imprese con fabbisogni più strutturati tendono a sviluppare una relazione continuativa con il sistema bancario e con gli strumenti di garanzia pubblica, pianificando il proprio fabbisogno finanziario su più operazioni.
Il fenomeno delle imprese multi-operazione cambia anche la prospettiva degli intermediari del credito. Le imprese non sono più solo richiedenti “una tantum”, ma soggetti con una strategia finanziaria ricorrente.
In questo contesto, il ruolo di mediatori creditizi e Confidi diventa sempre più rilevante nella gestione della continuità del rapporto finanziario, nella combinazione degli strumenti disponibili e nell’analisi dell’evoluzione dell’impresa dopo la prima richiesta.
Le microimprese mostrano una pianificazione meno strutturata, ma spesso una chiara consapevolezza del fabbisogno da coprire. Per questo motivo si rivolgono a più canali in parallelo, confrontando condizioni e tempi di erogazione.
In un mercato del credito più selettivo, il Fondo di Garanzia PMI diventa uno strumento decisivo per migliorare l’accesso ai finanziamenti, riducendo il costo del credito e facilitando l’ottenimento delle risorse.
Lo studio sottolinea infine un aspetto strategico: la molteplicità delle richieste non va interpretata come frammentazione, ma come evoluzione della storia finanziaria dell’impresa.
La continuità delle operazioni consente infatti una migliore valutazione del merito creditizio, grazie a un numero maggiore di dati su andamento economico, capacità di rimborso e coerenza delle richieste nel tempo.
Per il sistema delle garanzie pubbliche, questo scenario evidenzia la necessità di strumenti in grado di accompagnare fabbisogni progressivi, mantenendo equilibrio tra rischio, durata e sostenibilità del credito.
Fonte: pmi.it
La Cassazione conferma il primato della sostanza sulla forma
La Cassazione conferma il primato della sostanza sulla forma