Quando il CPB resta valido
La messa in liquidazione di una società non determina automaticamente la cessazione del Concordato Preventivo Biennale (CPB). A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 138/2026, che precisa come la decadenza dal concordato si verifichi soltanto in presenza di specifiche condizioni previste dalla normativa.
Per imprese e soci è quindi fondamentale comprendere quali siano gli effetti fiscali della liquidazione, del recesso dei soci e della ripartizione del reddito durante questa fase.
L'apertura della procedura di liquidazione volontaria non comporta, di per sé, la perdita degli effetti del Concordato Preventivo Biennale.
Secondo quanto previsto dall'articolo 19 del D.Lgs. n. 13/2024 e dal decreto ministeriale del 14 giugno 2024, il concordato cessa di produrre effetti esclusivamente se, a causa della liquidazione, il reddito effettivamente realizzato dalla società risulta inferiore di oltre il 30% rispetto a quello concordato con l'Amministrazione finanziaria.
Solo in questa circostanza il CPB perde efficacia a partire dal periodo d'imposta in cui si verifica lo scostamento.
L'interpello riguarda una società in accomandita semplice che aveva aderito al Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2024-2025.
Nel corso del 2025 i due soci accomandanti hanno esercitato il diritto di recesso, lasciando quale unica socia l'accomandataria d'opera. Non essendo stato possibile ricostituire la pluralità dei soci, la società è stata posta in liquidazione volontaria.
La società ha quindi chiesto chiarimenti su diversi aspetti:
L'Agenzia delle Entrate ha escluso che le somme corrisposte ai soci usciti possano essere considerate riparti di liquidazione.
Poiché il recesso si era perfezionato prima dell'apertura della liquidazione, continua infatti ad applicarsi la disciplina prevista dall'articolo 20-bis del TUIR, relativa ai compensi percepiti in seguito al recesso dalla società.
Inoltre, trova applicazione anche l'articolo 47, comma 7, del TUIR, secondo cui l'eventuale eccedenza delle somme ricevute rispetto al costo fiscale della partecipazione costituisce utile imponibile.
Un altro chiarimento riguarda il periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la data di apertura della liquidazione.
L'Agenzia precisa che tale intervallo costituisce un autonomo periodo d'imposta. Il reddito maturato deve essere attribuito ai soggetti che risultano soci alla chiusura di quel periodo.
Nel caso esaminato, essendo già usciti i due soci accomandanti prima dell'avvio della liquidazione, tutto il reddito prodotto fino a quel momento viene imputato esclusivamente alla socia accomandataria rimasta.
Anche durante la fase di liquidazione il reddito continua a essere attribuito integralmente all'unica socia rimasta, secondo il principio della trasparenza fiscale previsto dall'articolo 5 del TUIR.
L'Agenzia precisa che non assume alcuna rilevanza il fatto che si tratti di una socia d'opera anziché di capitale: ciò che conta è la qualità di unica socia esistente nel periodo d'imposta.
L'interpello conferma che la liquidazione societaria non rappresenta automaticamente una causa di cessazione del Concordato Preventivo Biennale.
Le imprese che hanno aderito al CPB devono invece verificare se la procedura di liquidazione comporti un calo del reddito superiore alla soglia del 30% prevista dalla normativa.
Parallelamente, occorre prestare particolare attenzione al corretto trattamento fiscale dei soci che recedono e alla corretta imputazione del reddito prodotto prima e durante la liquidazione, aspetti che possono incidere significativamente sulla tassazione finale.
La risposta n. 138/2026 dell'Agenzia delle Entrate offre importanti indicazioni operative per le società che si trovano in fase di liquidazione pur avendo aderito al Concordato Preventivo Biennale.
La continuità del concordato dipende esclusivamente dall'eventuale riduzione del reddito oltre la soglia prevista dalla legge, mentre il trattamento fiscale dei soci e del reddito societario segue regole precise che devono essere attentamente valutate per evitare errori dichiarativi e contestazioni.
La liquidazione della società fa decadere automaticamente il Concordato Preventivo Biennale?
No. Il CPB cessa solo se il reddito effettivo diminuisce di oltre il 30% rispetto a quello concordato.
Quando perde efficacia il Concordato Preventivo Biennale?
Quando, a seguito della liquidazione, il reddito della società risulta inferiore di oltre il 30% rispetto al reddito concordato.
Come vengono tassati i soci che recedono prima della liquidazione?
Le somme percepite seguono la disciplina del recesso prevista dall'articolo 20-bis del TUIR e non quella del riparto finale di liquidazione.
A chi viene attribuito il reddito prodotto prima della liquidazione?
Il reddito viene imputato ai soci presenti alla chiusura del periodo d'imposta precedente alla liquidazione.
La socia d'opera può essere destinataria dell'intero reddito della società?
Sì. Se è l'unica socia rimasta, tutto il reddito viene attribuito a lei per trasparenza fiscale.
Argomenti trattati: Concordato Preventivo Biennale, CPB, liquidazione societaria, recesso dei soci, TUIR, trasparenza fiscale, società in accomandita semplice, Agenzia delle Entrate, reddito d'impresa, interpello fiscale.
Fonte: fiscooggi.it
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