Come il Fisco calcola l’imposta dovuta
La mancata presentazione della dichiarazione IVA può ora comportare una liquidazione automatizzata dell’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, sulla base delle informazioni già disponibili nelle proprie banche dati.
La novità, introdotta dalla legge n. 199/2025 e disciplinata dal nuovo articolo 54-bis.1 del Dpr n. 633/1972, consente all’Amministrazione finanziaria di ricostruire l’IVA dovuta utilizzando i dati delle fatture elettroniche, dei corrispettivi telematici e delle liquidazioni periodiche.
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 agosto 2026 definisce le modalità operative della procedura, stabilendo anche come il contribuente possa fornire chiarimenti e correggere eventuali errori.
In assenza della dichiarazione annuale IVA, l’Agenzia delle Entrate può determinare automaticamente l’imposta dovuta utilizzando le informazioni già presenti nei propri archivi.
In particolare, vengono considerati:
L'obiettivo è quindi ricostruire la posizione fiscale del contribuente partendo da dati che l'Amministrazione possiede già, evitando che l'assenza della dichiarazione impedisca di determinare l'imposta.
La liquidazione può essere effettuata entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, senza escludere la possibilità per l'Agenzia di svolgere successivamente le ordinarie attività di accertamento.
Il nuovo sistema si basa principalmente sull'incrocio delle informazioni trasmesse attraverso gli strumenti digitali già utilizzati dalle imprese e dai professionisti.
I dati relativi a fatture elettroniche, corrispettivi telematici e comunicazioni delle liquidazioni periodiche possono essere consultati dal contribuente e dall'eventuale intermediario delegato attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”.
Le informazioni relative ai versamenti IVA sono invece disponibili nel Cassetto fiscale.
L'imposta viene determinata considerando la differenza tra l'IVA a debito e l'IVA a credito risultanti dalle informazioni disponibili, tenendo conto dei versamenti già effettuati.
Al risultato vengono aggiunti la sanzione per omessa dichiarazione e gli interessi previsti dalla disciplina applicabile.
Un aspetto particolarmente importante riguarda il contenuto della dichiarazione.
L'Agenzia delle Entrate ricorda infatti che può essere considerata omessa anche la dichiarazione IVA presentata senza i dati relativi alle operazioni attive necessari per determinare il volume d'affari e quantificare correttamente l'imposta.
Per questo motivo, non è sufficiente verificare che il modello sia stato formalmente trasmesso: è fondamentale che contenga le informazioni necessarie alla determinazione dell'IVA dovuta.
Quando dalla liquidazione automatizzata emerge un debito IVA, l'Agenzia delle Entrate comunica al contribuente l'esito della procedura.
La comunicazione viene trasmessa tramite PEC all'indirizzo presente nell'Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) oppure al domicilio digitale speciale comunicato all'Agenzia.
Qualora non sia possibile effettuare la consegna, la comunicazione viene inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento.
Nel Cassetto fiscale viene inoltre messo a disposizione il dettaglio degli elementi utilizzati per la liquidazione, compresi i dati relativi alle fatture elettroniche e ai corrispettivi telematici.
Dal momento della ricezione della comunicazione, il contribuente dispone di 60 giorni per segnalare eventuali dati mancanti, informazioni non considerate o elementi valutati erroneamente dall'Amministrazione.
Questo passaggio può essere particolarmente importante quando i dati presenti nelle banche dati fiscali non rappresentano correttamente la situazione effettiva dell'impresa o del professionista.
Il provvedimento stabilisce che le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi siano iscritte a ruolo a titolo definitivo.
L'iscrizione può tuttavia essere evitata se il contribuente provvede al pagamento entro 60 giorni dalla comunicazione degli esiti della liquidazione.
In questo caso sono previste condizioni più favorevoli, tra cui la riduzione della sanzione a un terzo e l'applicazione degli interessi nella misura del 3,5%.
Se il contribuente presenta osservazioni e l'Agenzia delle Entrate procede a una nuova determinazione delle somme dovute, il termine di 60 giorni decorre dalla ricezione della nuova comunicazione.
Il versamento delle somme richieste deve essere effettuato utilizzando il modello F24.
Il provvedimento stabilisce inoltre che il pagamento non possa essere effettuato mediante compensazione.
I relativi codici tributo per il versamento dell'imposta, delle sanzioni e degli interessi saranno istituiti con una successiva risoluzione dell'Agenzia delle Entrate.
Per eventuali chiarimenti o problematiche legate alla liquidazione, il contribuente può rivolgersi alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente in base al proprio domicilio fiscale.
Per i contribuenti di maggiori dimensioni, con volume d'affari, ricavi o compensi almeno pari a 100 milioni di euro, la competenza rimane invece attribuita alle Direzioni regionali.
In questo scenario diventa particolarmente importante verificare tempestivamente la comunicazione ricevuta, controllare i dati utilizzati dall'Amministrazione e valutare se siano presenti elementi che possano modificare il calcolo dell'imposta IVA.
La nuova procedura rende ancora più importante la corretta gestione degli adempimenti IVA.
L'Amministrazione finanziaria dispone infatti di un patrimonio informativo molto ampio e può utilizzare fatture elettroniche, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche e versamenti per ricostruire la posizione del contribuente anche in assenza della dichiarazione annuale.
In presenza di una comunicazione di liquidazione, è quindi opportuno non limitarsi al pagamento, ma verificare innanzitutto la correttezza dei dati utilizzati.
Natella&Bruno affianca imprese, professionisti e società nella gestione degli adempimenti fiscali e nella verifica delle comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate, supportando il contribuente nella corretta analisi della propria posizione tributaria.
Cosa succede se non viene presentata la dichiarazione IVA?
L'Agenzia delle Entrate può procedere alla liquidazione automatizzata dell'IVA utilizzando i dati già disponibili nelle proprie banche dati.
Quali dati vengono utilizzati per calcolare l’IVA?
Possono essere utilizzati dati relativi a fatture elettroniche, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche IVA e versamenti effettuati.
Quanto tempo ha il contribuente per contestare la liquidazione?
Il contribuente ha 60 giorni dalla ricezione della comunicazione per segnalare dati o elementi non considerati o valutati erroneamente.
È possibile evitare l’iscrizione a ruolo?
Sì. Il contribuente può evitare l'iscrizione a ruolo effettuando il pagamento delle somme richieste entro 60 giorni dalla comunicazione.
Come si paga quanto richiesto dall’Agenzia delle Entrate?
Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 e non è prevista la possibilità di utilizzare la compensazione.
Una dichiarazione IVA incompleta può essere considerata omessa?
Sì. Può essere considerata omessa anche una dichiarazione priva dei dati relativi alle operazioni attive necessari per determinare il volume d'affari e l'imposta dovuta.
Entro quando può essere effettuata la liquidazione?
La liquidazione può essere effettuata entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Argomenti trattati: omessa dichiarazione IVA, liquidazione IVA, Agenzia delle Entrate, dichiarazione IVA, fatture elettroniche, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche IVA, sanzioni IVA, Cassetto fiscale, modello F24, debito IVA, accertamento fiscale.
Fonte: fiscooggi.it
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